AMBIENTE
Via al Teleriscaldamento Ma c'è anche chi dice no Dubbi sui costi e sul numero di famiglie servite
di GIANFRANCO BENI
CURIOSITÀ, ma anche qualche motivata perplessità a Montieri per la proposta del sindaco Marcello Giuntini di procedere alla realizzazione del teleriscaldamento da fluido geotermico del capoluogo del Comune minerario, per realizzare il quale sarebbero già stati individuati ingenti finanziamenti da reperire.
In primo luogo, affermano i dubbiosi, «il progetto interesserebbe poco meno della metà dei residenti del comune (200 su 500), escludendo ingiustificatamente le tre frazioni, determinando vantaggi che potrebbero essere in realtà assai limitati, visto che ogni nucleo familiare interessato all'allacciamento dovrebbe sborsare dai 600 agli 800 euro l'anno, equivalente alla spesa attualmente sostenuta per il riscaldamento a legna».
E poi solo una parte delle famiglie residenti nel capoluogo ha un impianto di riscaldamento a termosifoni e sarebbe quindi impossibilitata ad allacciarsi, se non mettendo ulteriormente mano al portafoglio, spesso riempito solo dalle magre pensioni derivanti dalla dimessa attività estrattiva.
«TUTTO questo il sindaco Giuntini lo sa — dicono polemicamente i detrattori del progetto — alla stregua dell'importo dell'investimento stimato in alcuni documenti di programmazione comunale in circa otto milioni di euro, comprensi della riqualificazione urbana successiva agli scavi per la posa delle tubazioni».
« Anche ammesso che il Comune reperisca incentivi a fondo perduto per finanziare la metà dei costi dell'opera come prevedono i programmi comunitari — continuano — chi reperirebbe gli altri quattro milioni di euro? Si prevede forse di farvi fronte con i contributi erogati al Comune in base alla legge sulla geotermia? E in questo caso, visto che il Comune di Montieri ha introiti circa 500mila euro all'anno, significherebbe gettare dentro un indefinibile buco nero le risorse finanziarie di quasi otto anni, prosciugando quindi ogni fondo per qualsiasi altro intervento di manutenzione e riqualificazione urbana».
«VISTO che questo progetto, dal vago sapore pre-elettorale — concludono — contiene troppe costose variabili, non sarebbe stato forse meglio continuare il progetto di distribuzione di gas metano del capoluogo e delle frazioni, iniziato dalla precedente amministrazione ed ingiustificatamente bloccato dall'attuale primo cittadino?».
LA RISPOSTA spetta ora al sindaco ed è opinione abbastanza diffusa che questa potrà incidere sui risultati della prossima contesa elettorale, che sembra prospettarsi davvero avvincente.
