Massa Marittima Ma il Sant'Andrea «resiste» Ricoveri in aumento e previsioni di sviluppo
di GIANFRANCO BENI
PASSANO gli anni, cambiano i direttori generali, ma il ritornello è sempre quello: l'ospedale S.Andrea di Massa Marittima non conosce pericoli di declassamento. Da Ricci a Calabretta fino all'attuale Mariotti (nella foto) tutti sono concordi nel dichiarare che per l'Asl il S. Anrea «ha un peso e un valore non indifferente nell'ambito della rete ospedaliera provinciale».
A sostegno di questa tesi lo stesso Mariotti, così come avevano fatto i suoi due predecessori, ha posto sul tavolo della bilancia i dodici milioni di euro investiti per gli interventi strutturali, la dotazione tecnologica e lo sviluppo dei servizi, che modificheranno radicalmente il S.Andrea.
Se un appunto si può sollevare nei confronti dei Mariotti è quello di non aver coinvolto nella sua conferenza stampa i primari e i responsabili dei vari reparti ospedalieri limitando invece la presenza allo staff amministrativo e dirigenziale dell'azienda provinciale.
Forse qualcosa di più interessante sarebbe potuto venire alla luce.
Al di là di questo resta comunque la soddisfazione, dalle parole di Mariotti, dell'incremento dell'attività fatta registrare dal S.Andrea nel 2009 rispetto all'anno precedente sia di ricovero che ambulatoriale e chirurgica malgrado per quest'ultimo il fermo estivo per la realizzazione del nuovo blocco operatorio.
I ricoveri sono infatti passati dai 3.280 del 2008 ai 3.305 del 2009, le prestazioni ambulatoriali cresciute da 28.710 a 31.500, quelle in ambito chirurgico dalle 1.964 del 2008 a 2.177 del 2009.
Un quadro quindi positivo che va a coniugarsi con la sistemazione della pianta organica laddove, oltre alle nomine già avvenute dei primari di Chirurgia e di Pneumologia, è adesso in fase di espletamento il concorso per il primario di Medicina Interna avviando altresì la procedura per quello di Anestesia e di Ortopedia. Fra l'altro il nuovo regolamento aziendale prevede che anche il Pronto Soccorso sia struttura complessa e quindi diretta da un primario.
Un ospedale quindi «in salute», almeno nelle affermazioni di Mariotti, che ha dovuto fare i conti, come del resto le altre strutture sanitarie provinciali con la carenza di farmaci e materiali vari refluo del passaggio del magazzino all'Estav e in parte anche all'annuale procedura di inventariazione. Benchè Mariotti abbia fatto il possibile per precisare che il rallentamento nella fornitura ordinaria non ha prodotto alcuna conseguenza per l'assistenza ai pazienti, di fatto i problemi non sono mancati.
«Nell'arco si un mese la situazione si normalizzerà», questa la conclusione di una conferenza che ha confermato spiragli di speranza per il futuro del S.Andrea
