LA NAZIONE
ECONOMIA
Massa Marittima POLEMICA Il complesso I Casali in gestione a una ditta livornese Mazzocco: «Fallisce il rilancio produttivo della zona»
«MA NEL COMPLESSO rurale I Casali non avrebbe dovuto essere realizzato un centro di ricettività alberghiera con 90 posti letto, sala ristorazione, sala ricettiva o club house, sala convegni maneggio, due campi da tennis, un centro di accoglienza per informazioni e visite guidate, in grado di dare occupazione, a partire dall'anno 2003, a 6 lavoratori con diverse qualifiche e 15 unità di occupazione indotta?».
Questa la domanda che si pone, e pone, il consigliere di opposizione del gruppo di opposizione Massa Comune Paolo Mazzocco, membro anche dell'assemblea della Comunità Montana Colline Metallifere, che esprime «sconcerto per le notizie sull'assegnazione in locazione del compendio immobiliare I Casali ad una società livornese».
NON È IN DISCUSSIONE la legittimità dell'assegnazione, «peraltro avvenuta sulla base delle direttive individuate dall'assemblea della Comunità Montana volte a favorire l'offerta economicamente più vantaggiosa — puntualizza Mazzocco — quanto piuttosto il fallimento dell'ennesimo progetto di rilancio produttivo e di promozione occupazionale pensato dalle amministrazioni locali per il nostro territorio, che ha comportato un impegno di spesa di quasi tre milioni di euro, gran parte dei quali ammessi a finanziamento nell'ambito del Patto Territoriale della Provincia di Grosseto, con una compartecipazione di 75mila euro da parte dell'amministrazione provinciale e quasi 60mila per la realizzazione dell'impianto di illuminazione esterno».
SECONDO la scheda inoltrata al Cipe, allegata ad una deliberazione della Giunta Esecutiva risalente a febbraio 1997, continua Mazzocco, «si prevedeva un aumento di 16mila visitatori entro il 2003 dalle quali, grazie ad un'adeguata promozione della ricettività rurale, avrebbero dovuto trarre giovamento anche le imprese aziende esistenti e consentire presumibilmente l'avvio di altre, con un fatturato atteso, già a partire dal 2000, circa 300mila euro. Purtroppo non solo tutto ciò non si è realizzato, visto che ben due bandi di gara per l'assegnazione sono andati deserti, ma oggi si è costretti a prendere atto del costoso fallimento di un progetto e ad assegnarne la gestione ad un' impresa che, sulla base del bando di gara, si impegna semplicemente a realizzare nel sito attività produttive dal basso impatto edilizio urbanistico, realizzando attività ricettive basate sull'eco turismo realizzando una social farm agricoltura sociale, in collaborazione con la Società della Salute Colline Metallifere e con le associazioni di volontariato, finalizzato all'inserimento dei diversamente abili nel mondo del lavoro».
«INTENTI nobilissimi — conclude mazzocco — ma assai lontani dalle ambiziose previsioni originarie dove, come già successo per il Telecentro, torna nuovamente alla ribalta il ruolo onnicomprensivo della Società della Salute Colline Metallifere».
