AMBIENTE
INIZIATIVA LUCA SANI (PD) TRA I FIRMATARI DI UN'INTERROGAZIONE A ZAIA «Il Governo si impegni con la Regione per definire gli abbattimenti dei canidi»
«IL GOVERNO s'impegni a definire con la Regione i criteri di abbattimento e contenimento dei canidi e degli ibridi, e quelli di salvaguardia dei lupi. Vanno garantiti gli allevatori». E' quanto chiede Luca Sani (Pd) che è tra i firmatari di un'interrogazione al ministro Zaia relativa al problema dei danni provocati agli allevatori da lupi e canidi.
«Considerati i danni subiti dagli allevatori a causa delle razzie di lupi, canidi e animali ibridi — dicono i firmatari — non è oramai più differibile un intervento del Governo a garanzia delle attività zootecniche con azioni di limitazione e contenimento, parallelamente a quelle di salvaguardia e tutela dei lupi. Allo stesso modo, chiediamo al ministero dell'Ambiente e dell'Agricoltura di organizzare insieme alla Regione Toscana un seminario tecnico scientifico per individuare le soluzioni più opportune a questo problema. Il presidente Martini, non a caso, ha sin dal luglio del 2009 sollecitato i ministeri a compiere questo passo, mentre dall'ottobre dello stesso anno la Commissione europea, rispondendo alla Regione, ha sottolineato che spetta ai singoli Stati definire le misure in coerenza con la Direttiva Habitat».
«In particolare nelle province di Arezzo, Grosseto, Firenze, Lucca e Massa Carrara è presente un numero significativo di animali ibridi (tra cane e lupo). In Toscana nel 2007 vi sono stati 183 attacchi per 653 capi abbattuti e nel 2008 sono stati riscontrati 182 attacchi per 809 capi abbattuti. Un censimento ufficiale che appare sottostimato rispetto alla reale portata delle aggressioni. La Regione Toscana, fra l'altro, già da alcuni anni ha impegnato un sostegno economico superiore al milione di euro per azioni di prevenzione e sostegno agli agricoltori, e di compartecipazione al danno con l'agevolazione di specifiche polizze assicurative. Nonostante lo sforzo economico, tuttavia, ancora non è stato trovato un equilibrio per garantire serenità e continuità di gestione dell'impresa agricola, soprattutto perché la maggioranza degli attacchi sembra sia da attribuire a tipologie di cani inselvatichiti e esemplari ibridi non tutelato dalla Direttiva Habitat. Gli ibridi sono assenti dalla normativa nazionale e comunitaria e pongono problemi di natura legale, tecnica e scientifica finora trascurati: la cui soluzione appare oggi centrale ad una strategia di conservazione del lupo».
