«Rossi? È lo smemorato di Pontedera»
#FIRENZE «Da oggi chiameremo Enrico Rossi lo smemorato di Pontedera visto che in campagna elettorale ha fatto annunci ma poi è tornato sui suoi passi ». L’affondo politico di Monica Faenzi nei confronti del suo diretto avversario nella corsa alla Regione comincia sfoderando l’arma dell’ironia e prosegue piazzando colpi ben precisi su immigrazione, sviluppo e università. Il candidato del Pd è «già ostaggio della sinistra», ha spiegato Faenzi stigmatizando un’alleanza a sinistra, «sintomo di debolezza dato che sulla carta non aveva certo questa esigenza», che lo ha portato «a un cambiamento sostanziale del programma» a partire dal tema dell’immigrazione. «Sui Cie ha cambiato continuamente opinione» a seconda «dell’acccordo con le sinistre, un accordo che sa tanto di compromesso elettorale », ha spiegato Faeznzi, sottolineando come sui centri per i clandestini «primaha cercato di accodarsi al governo di centrodestra ma propenendo la formula di tanti e piccoli centri, una formula fantasiosa dei Cie che non è prevista dalla legge nazionale. Rossi inoltre - ha proseguito - ha detto che dovrebbero servire anche per accompagnare al collocamento al lavoro, ma noi pensiamo che bisogna pensare prima e soprattutto ai giovani toscani e al problema della disoccupazione dato che nel 2008 il 13 per cento era senza lavoro». Una mancanza di chiarezza da parte del candidato del centrosinistra che Faenzi ha sottolineato anche sul tema delle infrastrutture: «Sul rigassificatore di Rosignano, Rossi non partecipò alla giunta che diede un parere negativo alla costruzione, rifugiandosi dietro le previsioni del Piano energetico regionale». Un documento «miope» e una questione su cui «Rossi non ha le idee chiare, a dimostrazione che a sinistra non c’è niente di concreto », ha aggiunto la candidata del centrodestra. Faenzi ha infine puntato il dito sull’università: «Il candidato del centrosinistra è stato smemorato anche sull’acquisto dell’ospedale Le Scotte di Siena per ripianare i debiti dell’università che annunciò alcuni mesi fa: in questi giorni invece Rossi ha detto che non bisognerà più fare operazioni di questo genere ». Un programma di annunci e dietrofront che rende «difficile capire le vere proposte del candidato del centrosinistra », votarlo «significherebbe far compiere ai toscani un salto nel buio» e dunque «chi sceglierà Rossi non la farà certo per il decisionismo, i contenuti o il programma elettorale ma sarà solo una rendita di posizione», ha commentato Faenzi. Non solo, Rossi «in caso di vittoria sarebbe ostaggio delle sinistre e questo vorrebbe dire immobilismo decisionale come è successo con il governo Prodi », ha concluso Faenzi che ha ribadito di essere disponibile a un faccia a faccia con il candidato del centrosinistra.
