giovedì 11 febbraio 2010

Il centrosinistra in alto mare: tornano i Cie, rischio rottura.

Il centrosinistra in alto mare: tornano i Cie, rischio rottura

#La seconda bozza programmatica di Rossi fa infuriare Prc-Pdci: «Sorpresi dal dietrofront, così non sottoscriviamo l’accordo»

FIRENZE Davvero niente male, la sintonia che regna nella (ipotetica) coalizione di centrosinistra a sostegno di Enrico Rossi. Martedì sera sono usciti tutti dal vertice convinti di aver limato le divergenze e di aver trovato il giusto compromesso, per esempio, sui Cie. Tempo nemmeno ventiquattro ore e ieri pomeriggio, quando intorno alle 17 è stata diffusa la seconda bozza di accordo di Toscana democratica, è scoppiato un nuovo putiferio. Certi passaggi delicati (in particolare sui Cie, ma anche su rigassificatore e servizi pubblici) hanno lasciato di stucco la sinistra, che non li reputa sottoscrivibili e chiede quindi un nuovo incontro a Rossi. Ma soprattutto si interroga sul perché della brusca virata rispetto agli accordi della sera precedente: un difetto di chiarezza o una volontà del Pd di rompere a sinistra ispirata dall’idea di una maggiore governabilità? «Non nascondo che sono rimasto molto sorpreso», è il commento del segretario del Pdci Nino Frosini, che dichiara la fortissima difficoltà del suo partito a sottoscrivere un documento del genere. Il passaggio maggiormente incriminato è quello sui Cie. «... pur nella contrarietà dell’approccio della legge Bossi- Fini - si legge nella bozza - qualora vi fosse una richiesta da parte del governo nazionale di accogliere sul territorio toscano un centro di identificazione ed espulsione (per evitare l’assurdo e oneroso trasferimento di persone a scopo identificativo in altre regioni - es. Emilia Romagna), riteniamo fin d’ora che questa funzione dovrà essere espletata secondo una logica di leale collaborazione istituzionale». E poi si specifica che si vuole «una risposta qualificata attraverso centri di piccole dimensioni», maresta quel passaggio esplicito sui Cie che sembrava invece scomparso. È rimasto, anche se con una formula assai interpretabile (in un senso e nell’altro), il riferimento al rigassificatore di Rosignano («rivalutando la funzione di un impianto di rigassificazione mediante opportuna valutazione ambientale », si scrive). E poi c’è l’obiettivo di «favorire, mediante una legge regionale di riforma - da adottare come uno dei primi impegni della prossima legislatura - la progressiva aggregazione su scala regionale degli àmbiti territoriali e dei soggetti di gestione sui servizi pubblici locali».
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