venerdì 15 gennaio 2010

QUANDO LE FORZE POLITICHE NON SONO CAPACI DI GUARDARE AL DI LA’ DEL PROPRIO NASO. IL CASO DELLA BASILICA DI SAN CERBONE.

Molto spesso le forze politiche e le amministrazioni pubbliche, statali, regionali e locali, sono accusate a ragione di non sapere guardare al di là del proprio naso. Di vedere solo le necessità più immediate e di non sapere costruire prospettive di lungo termine. Se permettete, questo non è stato il caso di Forza Italia prima e del PDL poi. E la vicenda del progetto di riqualificazione ed accesso al complesso monumentale di San Cerbone, o più propriamente del parcheggio di Piazzale Mazzini, ne è ampia testimonianza.
Nel corso del 1998 fu approvato dal consiglio comunale, con l’astensione del nostro consigliere Claudio Bagnoli (Paolo Vittimberga era assente) , il relativo progetto, dal corso di circa 2 milioni e 500 mila Euro, di cui 850 mila finanziati con i contributi del Giubileo per l’anno 2000, che prevedeva la realizzazione di scale, rampe ed ascensori per disabili diretti al Duomo ed a Piazza Garibaldi, un nuovo percorso attrezzato fino all’area della Pretura ed un intervento sotto Piazzale Mazzini in due stralci.
Nel primo era prevista la costruzione di due edifici, di cui uno con servizi di accoglienza e l’altro per ospitare la sede delle Poste e di un parcheggio interrato su due livelli, accessibili dalla ex strada statale Massetana. Il secondo stralcio, da realizzare successivamente, prevedeva la trasformazione di Piazzale Mazzini in spazio all’aperto e la realizzazione di un altro parcheggio interrato su tre piani, con entrata ed uscita da Via Ximenes.
Un progetto davvero interessante, almeno sulla carta, ed in grado di cambiare la faccia della nostra città. Forza Italia, come vedete, non era e non è contraria a realizzare interventi innovativi. Ma poneva con forza la necessità di delocalizzare l’intervento in un’area adiacente, tipo quella dell’Ortino, che aveva minori problemi di vulnerabilità rispetto a quella della cosiddetta “Area Molendi”, che lo stesso Piano Strutturale definisce “ad elevata pericolosità geologica per la presenza di fenomeni franosi in atto e potenziali”.
Il Professor Bagnoli, intervenendo in consiglio comunale, espresse parole di buon senso, confermando la necessità di delocalizzare l’intervento nell’adiacente zona dell’Ortino e, pur rifuggendo da ogni forma di possibile terrorismo ambientale (“l’aspetto idrogeologico esaminato e spiegato nell’incontro con i tecnici non offre motivi di preoccupazione”), espresse perplessità sulle modalità di attuazione dell’intervento perché le vibrazioni conseguenti agli scavi ed agli scassi avrebbero potuto ripercuotersi sul Duomo e su tutta la piazza (Delibere C.C. nn.42 e 94 del 1998), realizzata in tre differenti epoche e con diverse modalità costruttive, dove esistevano ed esistono grosse lesioni, suscettibili di aggravarsi nel corso dei lavori.
Abbiamo voluto puntualizzare questo fatto perché il progetto di riqualificazione dell’Area Molendi, grazie a Dio, non è stato completato a cause delle numerose carenze tecniche evidenziate sia dal Professor Claudio Bagnoli che da diversi pareri del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Lo “stato di salute” della Basilica di San Cerbone, tuttavia, appare gravemente minata da lesioni ed altri danni strutturali di varia estensione, che sembrano preoccupare il Vescovo, la Curia ed il Sindaco Lidia Bai, che si è dichiarata disposta ad attivarsi per ricercare idonei finanziamenti per le operazioni di consolidamento strutturale, stimati in oltre 5 milioni di Euro.
Forse il Sindaco Lidia Bai, dovrebbe fare un minimo di autocritica, perché le lesioni avrebbero potuto essere ben più rilevanti, e difficilmente contenute, se i lavori avessero avuto corso, producendo quelle vibrazioni correttamente paventate dal Professor Bagnoli in fase di esecuzione dei lavori, aggiungendo danno al danno, di cui forse oggi il nostro Comune avrebbe dovuto pagare il relativo risarcimento, scaricandone i costi sui contribuenti massetani.
In accordo con i colleghi della Lista Civica “Massa Comune” non possiamo rinunciare a denunciare l’inadeguatezza di una classe politica locale di centro sinistra che, nel corso di 60 anni, non solo ha dissipato in modo scriteriato le prospettive di sviluppo del nostro territorio, ma non è stata nemmeno in grado di conservare le meravigliose risorse culturali che sono state messe a disposizione della nostra Comunità.
Giovanni Favilli