venerdì 16 aprile 2010

La diminuizione dei costi della politica della Comunita' Montana

“Ma non si dovevamo diminuire i costi della politica?”. Questo il laconico commento del capogruppo del PDL in consiglio comunale Giovanni Favilli alla notizia del conferimento dell’incarico di addetto all’Ufficio di staff a supporto dell’azione di governo del Presidente della Comunità Montana “Colline Metallifere” Giancarlo Zago a Francesco Rapezzi, ex consigliere capogruppo di maggioranza ed ex assessore comunale nella legislatura 1995 – 1999, divenuto poi funzionario dello stesso ente montano agli inizi degli anni duemila.
Questa nomina, puntualizza Favilli, di per sé legittima e prevista dal vigente regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi della Comunità Montana, sembra essere in aperta contraddizione con i programmi di contenimento della spesa pubblica delle principali coalizioni di governo del nostro Paese ed iniziate, quasi per paradosso, con i provvedimenti dell’ultimo Governo Prodi, con la razionalizzazione degli enti montani e la nomina del revisore unico nei Comuni sotto 15 mila abitanti.
Non riusciamo a comprendere, continua il capogruppo del PDL, quali impellenti necessità organizzativa e di efficienza amministrativa possa giustificare questa nomina, visto che quelle riferite nel decreto presidenziale dello scorso 31 Marzo (collegamento tra l’attività programmatoria e realizzativi della Comunità Montana, con particolare riferimento ai possibili sviluppi dell’associazionismo per la gestione delle funzioni comunali, supporto alle funzioni di indirizzo, controllo, monitoraggio e manutenzione delle scelte dell’ente) potrebbero essere più adeguatamente svolte dagli organi esecutivi e dal responsabile dell’Ufficio Comunicazione ed informazione al pubblico dell’ente montano, assunto con regolare concorso nel 2004.
Il regolamento di organizzazione dell’ente montano, sempre secondo Favilli, specifica inoltre che gli incarichi di supporto vengano affidati, come nel caso di quelli dirigenziali, tenendo conto della natura e delle caratteristiche dei servizi da dirigere, delle attitudini e delle capacità professionali del soggetto da incaricare, anche in relazione ai risultati conseguiti in precedenza.
Ci piacerebbe sapere se nell’assegnazione di questo incarico il Presidente Zago abbia attentamente valutato i risultati ottenuti dal soggetto incaricato nella sua funzione di incaricato per il supporto giuridico delle gestioni associate, che come non sembrano aver condotto a quelle economie di gestione e di maggiore efficienza auspicate nelle convenzioni istitutive, i cui sviluppi gestionali, secondo la stessa Regione Toscana, si sarebbero rivelati “mai eclatanti ma sufficientemente solidi”.
Un equilibrismo lessicale davvero superbo, conclude ironicamente Favilli, per nascondere probabili inefficienze gestionali spesso assecondate da nomine di dubbia legittimità, come quella del dirigente della gestione associata delle risorse umane, sulle quali dovrà presto pronunciarsi la Corte dei Conti.