
Estratto da "Il Corriere di Maremma" del 3.3.2010
Nel corso del consiglio comunale di ieri sono stati approvati anche lo Statuto e la Convenzione della Società della Salute Colline Metallifere.
Le correzioni riguardavano solo la forma e non la sostanza del regolamento che rispetto a quello precedente rimaneva per le linee guida praticamente invariato.
Ma questo è bastato per fare emergere dall'opposizione alcuni scontenti.
«Lo statuto e la convenzione - ha commentato il capogruppo del centrodestra Giovanni Favilli - non dovrebbero essere nemmeno portati in Consiglio, in quanto la stessa SDS non ha ragione di esistere perché gli stessi servizi potrebbero essere erogati direttamente dall'Asl così come succedeva negli anni passati. In questo modo si ha solamente una moltiplicazione delle spese e delle poltrone, che assorbe inutilmente i già scarsi finanziamenti riducendo le risorse per l'utenza».
Il rappresentante di Massa Comune, Paolo Mazzocco, ha invece sottolineato come non venga premiata la meritocrazia poiché a suo parere il ruolo di Presidente della SDS dovrebbe essere ricoperto da una persona più qualificata in ambito medico e con alla base requisiti di un certo tipo.
La sfida della Faenzi: abolirò le Società della Salute «Sono enti inutili, più medici e infermieri negli ospedali»
«VUOLE che sia chiara? Allora, scriva: se sarò eletta abolirò subito le Società della Salute».
Onorevole Faenzi, Rossi le considera un fiore all'occhiello...
«A me sembrano piuttosto un duplicato di competenze. Enti inutili, inefficienti e pure costosi: consideri che ogni direttore ha uno stipendio di 120.000 euro l'anno».
Così le taglierà tutte e trenta..
«In quattro anni di sperimentazione non hanno portato niente di buono. La mia idea di sanità è: più medici e infermieri negli ospedali, meno carrozzoni amministrativi».
Aveva già annunciato di voler tagliare l'addizionale sul bollo auto...
«E lo confermo, così come confermo che abolirò la festa della Toscana, l'assessorato al Perdono e consulenze per 20 milioni di euro».
Tutto ciò se vincerà. I sondaggi, però, non sembrano incoraggianti per il centrodestra...
«E perché? Abbiamo fotografato una base di partenza che conoscevamo. Ora sappiamo che c'è un 36% di elettori indecisi. La scommessa è quella di convincerli a votare contro questo sistema di potere che ci governa da 40 anni».
Per battere il centrosinistra non serviva l'Udc come alleato?
«Forse, ma le ultime uscite di Bosi dimostrano come sia difficile stare insieme».
Non le è piaciuta la sua posizione per il ripristino delle preferenze?
«Quello è stato un tentativo di "captatio benevolentiae" verso l'elettorato toscano. A Roma lui stesso ha approvato la legge elettorale che cancella le preferenze».
A lei le preferenze proprio non vanno giù...
«Io non discuto sulle preferenze, che comunque sono un elemento negativo per le donne e i giovani,destinati così a soccombere contro i politici navigati».
Cosa discute allora?
«Discuto sulla coerenza. Anche Rossi quand'era consigliere regionale non ha fatto niente per difendere il voto di preferenza. Dirlo ora in campagna elettorale è tardi. Anche perché il suo sistema di potere non gli consentirà comunque di cambiare la legge elettorale».
In che misura pensa che le recenti vicende giudiziarie influiranno sul voto regionale?
«Non lo so, la gente in campagna elettorale mi chiede altro. Certo, mi dispiacerebbe se prevalesse la logica dell'avviso di garanzia su quella di un'idea concreta di sviluppo della Toscana».
Proprio in campagna elettorale lei ha fatto un gesto inusuale per un politico tradizionale...
«Quale mi scusi?»
Dichiarare di non aver voluto in lista un ex consigliere come Angelo Pollina...
«Vede, io credo che chi fa politica debba avere l'onestà intellettuale di dire ciò che pensa ed essere giudicato poi dall'elettorato in base alle sue scelte».
Nel caso...
«...nel caso io non mi sentivo compatibile a fare una corsa con questo signore accanto. Avrei potuto stare zitta, invece ho preferito dire la verità perché sono convinta che questa alla fine paghi sempre».
Un doroteo non lo avrebbe fatto nemmeno sotto tortura...
«Appunto. Io non sono "un politico" come Rossi o Bosi e ciò, mi creda, a volte non mi rende la vita facile. Nemmeno nel mio partito».
Fuori dal suo partito Manciulli l'accusa di pensare solo al potere...
«Questa è bella: la predica viene dal segretario di un partito che da 40 anni gestisce il consenso in Toscana proprio grazie al potere. Ma mi faccia il piacere!».
Rossi, invece, l'accusa di essere un candidato virtuale, che dopo il voto non resterà in Regione...
«Questo dipenderà dal risultato elettorale. Io faccio parte di una squadra. Sarà l'allenatore a decidere se io sarò più utile in Regione, in Parlamento, o solo come sindaco».
Ha detto: meglio Stella Targetti di Rossi...
«Sì. Ma meglio ancora una rappresentante del popolo. Invece il Pd ha privilegiato l'industria e il potere politico, lasciando fuori la media e piccola impresa che sono l'ossatura dell'economia toscana».
Se vincerà lei, chi vorrebbe nella sua squadra di governo?
«Vorrei molte donne. Alla Celesti, ad esempio, affiderei la sanità. Poi farei assessore Stefania Fuscagni e Rossella Angiolini. Fra gli uomini ripescherei Dinelli e mi piacerebbe avere in giunta Achille Totaro»
E dalla parte opposta chi le piacerebbe avere come assessore?
«Matteo Renzi senza dubbio, anche se ora che l'ho detto mi linceranno».#
