giovedì 11 febbraio 2010

Scoperto un maxi traffico di immondizia illecita e pericolosa

Scoperto un maxi traffico di immondizia illecita e pericolosa Tutto è partito dall'esplosione mortale di Scarlino Morte e rifiuti 15 arresti

#Agrideco nel mirino, manette in tutta Italia Pasquale Sorrentino

GROSSETO - Traffici di rifiuti illeciti, soldi a palate e una morte bianca. Cruenta. Affari sporchi, insomma. Che puzzano. Puzzano come l'immondizia. Anche se d'oro. E' l'operazione "Golden rubbish", scattata ieri mattina all'alba. Elicotteri del Noe in volo, militari in campo in tutto il Centro Italia. Maremma compresa. Anzi la Maremma al centro di tutto. Si parla di presunto traffico illecito di rifiuti pericolosi, di smaltimento di immondizia fuori dalle regole. Si tratta di uno stralcio di un'indagine della Procura di Napoli sui movimenti dei rifiuti dalla bonifica del sito di Bagnoli. E la Toscana, la Maremma in particolare, sarebbe la base di questo traffico. 0 almeno uno dei punti di arrivo. Secondo le indagini l'Agrideco di Scarlino, teatro dell'esplosione del 26 giugno 2008 che causò la morte di Doru Martin e il ferimento di Mario Cicchiello, aveva un ruolo centrale nella vicenda. Un sistema basato sulla falsificazione di certificati di analisi, formulari di identificazione e registri di carico e scarico al fine dell'attribuzione di codici di rifiuto non corretti. E punti di arrivo compiacenti oltre che in Toscana, anche in Trentino Alto Adige e in Emilia Romagna. Nell'indagine, coordinata dalla Procura di Grosseto che ha emesso 17 provvedimenti cautelare ed eseguito 3 sequestri preventivi, risultano coinvolte 61 persone e 20 aziende. Il gip ha disposto la custodia cautelare per 15 persone, di cui 6 in carcere e 9 agli arresti domiciliari. Si tratta di rappresentanti legali, presidenti di cda, direttori generali, responsabili tecnici, soci, responsabili di laboratorio, chimici e dipendenti delle società coinvolte. Sono state inoltre emesse due misure interdittive dell'esercizio della professione di chimico e dell'esercizio di uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese. I provvedimenti cautelare sono stati eseguiti nelle province di Grosseto, Bergamo, Caserta, Livorno, Milano, Mantova, Padova, Pisa, Ravenna, Trento e Trieste. Pesanti, pesantissimi i reati contestati, dal momento che si spazia da associazione per delinquere, omicidio colposo, lesioni personali colpose, incendio, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, gestione non autorizzata di rifiuti, falsità in registri e notificazioni e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. L'operazione riguarda "un'organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti speciali, anche pericolosi, costituita in Toscana e con diramazioni in altre nove regioni". Dalle indagini del Noe di Grosseto è emerso che l'organizzazione "era imperniata sul ruolo di una società di intermediazione maremmana". L'inchiesta ha riguardato anche l'incendio a seguito di un'esplosione in un impianto per il trattamento di rifiuti non pericolosi di Scarlino, l'Agrideco, dove venivano gestiti anche rifiuti pericolosi, alcuni dei quali avrebbero provocato la deflagrazione, costata la vita all'operaio rumeno. Gli accertamenti tecnici svolti dai vigili del fuoco di Roma hanno avvalorato l'ipotesi investigativa del Noe sul trattamento di rifiuti pericolosi. Un altro filone investigativo ha riguardato "una nota industria metallurgica di Ravenna, la quale aveva la necessità di smaltire un cumulo di quasi 100.000 metri cubi di rifiuti contaminato da mercurio, idrocarburi e da altri inquinanti. La società di intermediazione si aggiudicava l'appalto per la gestione dei rifiuti ed effettuava il loro smaltimento in modo illecito". Il giro è immenso. Si parla di milioni di tonnellate di rifiuti spacciate per lecite, di milioni di curo di ecotasse "dribblate" e di un giro di soldi che non ha fine.