lunedì 15 febbraio 2010

Rossi + Sinistra = Paura di perdere.

Il Pdl toscano lancia la corsa di Faenzi

#Il coordinatore regionale Parisi: «C'è grande entusiasmo per cambiare volto alla Toscana» La candidata governatore: «Accordo Rossi-sinistra? Intesa dettata dalla paura di perdere»

ANDREA MARRUCCI

FIRENZE Il Pdl toscano scalda i motori per la corsa di Monica Faenzi alla presidenza della Regione. Ieri a Firenze si è riunito il coordinamento regionale del partito per un'assemblea «molto proficua e partecipata da cui è emerso un generale consenso ed entusiasmo per la campagna elettorale», ha commentato Massimo Parisi, coordinatore del Pdl Toscano. Lagiornata di ieri è servita infatti a raccogliere gli spunti arrivati dalla realtà territoriali. «Nelle scorse settimane - ha spiegato Parisi - abbiamo chiesto ai coordinamenti provinciali di fornire una rosa di papabili candidature che tenessero conto sia degli equilibri territoriali che di quelli di genere nonché diunrispetto dimassimadei partiti fondanti. Non solo, abbiamo chiesto e ricevuto un elenco delle priorità del territorio perché il nostro programma deve essere anche un assemblamento di tutte le nostre battaglie». Il coordinamento regionale è servito poi a porre le basi per un tour di Monica Faenzi nelle province: «Dalla prossima settimana - ha proseguito Parisi - la nostra candidata incontrerà i coordinamenti e gli eletti sul territorio ». Oltre agli aspetti organizzativi, Parisinonha mancatodi spedire un messaggio al centrosinistra e in special modo al candidato governatore: «Oltre agli spunti programmatici abbiamo analizzato il "fenomeno"Rossi e il tentativo del Pddi proporsicome"autorinnovamento" », ha detto il coordinatore regionale del Pdl riferendosi al fatto che nel programma si cerchi una discontinuità su temi dove la giunta uscente non era voluta intervenire. Ea margine, rispondendo alle domande dei cronisti sull'accordo raggiunto tra il Pd e la sinistra, Parisi ha commentato che «hanno prevalso gli interessi di bottegaperchéconquest'alleanza si guarderà allo sviluppo della Toscanaconlo specchietto retrovisore ». L'accordo rischia, in caso di vittoria, di consegnare «la Toscana a un ulteriore declino - ha aggiunto Parisi -. Qualunque scelta sarà infatti condizionata dai veti della sinistra. Quest'accordo appare solo come l'ennesima blindatura della Regione. Prima il Pd ha rinunciato al confronto imponendo una candidatura unica e poi ha accettato una coalizione con l'unico fine di mantenere la Toscana come la propria riserva». Accuseribaditeanchedalla candidata Monica Faenzi: «L'accordo stretto traPde confederazione delle sinistre è il segno evidente della debolezza di Enrico Rossi, la prova provata della sua paura di perdere ». Secondo la candidata del Pdl, «pur di avere il sostegno dei postcomunisti Rossi ha svilito il programma del suo partito, accettando compromessi che, in caso di vittoria del centrosinistra, comporterannoaltri5anni diimmobilismo per la nostra Regione, costrettocomesarà tra i veti incrociati di alleati bizzosi». Per Faenzi «il futuro della Toscana non si svende per un pugno di voti. Diversamente da Rossi, noi rimaniamo ancorati alle nostre idee per il rilancio della Regione, tanto che abbiamo deciso di non siglare l'accordo con l'Udc. Crediamo in una politica dinamica e senza inciuci, che ci permetta di dare finalmente il colpo di reni alla Toscana.E per far valere il nostro progetto di rilancio della nostra Regione - ha concluso Faenzi - abbiamo scelto di correre liberi da ogni vincolo». La dimostrazione sta nel caso Cie: «A Enrico Rossi, che li ha fatto diventare merce di scambio per la gestione del potere, è opportuno ricordare che la legge prevede che essi siano strutture destinate al trattenimento, convalidato dal giudice di pace, degli stranieri extracomunitari irregolarie destinati all'espulsione enon uffici di collocamento per clandestini. Ogni altra definizione o funzione che volesse attribuirgli - ha proseguito Faenzi - pur di avere l'appoggio delle sinistre non solo sarebbe contra legem ma, contro l'interesse prioritario dei cittadini toscani. È evidente e banale che affermare che i Cie non debbano essere dei lager, e del resto è la normativa stessa che descrive i confini entro cui devono operare i centri di identificazione ed espulsione: enonmi pare che tra le funzioni previste dalla legge ci sia l'inserimento nel mondo del lavoro per i clandestini».#