Parisi: «Tutti i muri alla fine crollano»
#Il coordinatore Pdl: «Con Monica Faenzi possiamo mandare la sinistra all’opposizione e dare alla Toscana la prima presidente donna. La Lega? L’alleanza non corre rischi»
MARCO BASTIANI
FIRENZE Onorevole Parisi, la candidatura di Monica Faenzi alla presidenza della Regione Toscana è stata giudicata con particolare ironia alla sinistra. Si è parlato soprattutto della sua bellezza, quasi fosse una velina... È un Paese strano il nostro. Si discute tanto sul fare largo ai giovani e alle donne, poi si fanno le valutazioni superficiali che ho letto in questi giorni su alcuni giornali. Monica Faenzi è prima di tutto un’ottima amministratrice, con lei si evidenzia il centrodestra che governa. E bene. Attraverso di lei possiamo far sapere a tutta la Regionechenonesiste solo la Toscana rossa, che non è affatto vero, come si continua a dire,che il centrodestra non ha classe dirigente. Governiamo sessanta Comuni, un cittadino su cinque è amministrato da giunte di centrodestra e Monica Faenzi, da assessore prima, da sindaco eletto due volte poi e infine da parlamentare si è fatta valere. È stimata, presente e competente. Altro che velina... La scelta delle donne, del resto, non è nuova e Monica nonè l’unica.Aqueste regionali, il Pdl ha schierato quattro donne in quattro Regioni del centro Italia: Toscana, Emilia, Umbriae Lazio.Asinistra invece c’è chi si riempie la bocca di pari opportunitàmapoi ironizza sulle candidature femminili. Oppure c’è di chi come il candidato del Pd Enrico Rossi dice di volere una giunta per metà femminile, ma quando era sindaco di Pontedera, e loè stato per ben nove anni, ha avuto un solo assessore donna e neanche per tutto il periodo. Il Pdl ragiona inmododiverso: alle ultime provinciali quattro candidati su otto erano donne e una, Cristina Attucci a Prato, ha perso per un soffio. Monica oggi può rappresentare una duplice combinazione: per la prima volta può essere una governatore di centrodestra e per la prima volta può essere una governatore donna. Parliamounpo’ delle alleanze. C’è la sensazione di rapporti un po’ burrascosi sia con la Lega Nord, che è vostro partner di governo, sia con l’Udc, che in Toscana si è sempre schierata con il centrodestramaorahacambiato opinione. Ho l’impressione che ci siano forze politiche che non si preoccupano tanto di costruire in Toscana un’alternanza alla sinistra, ma che siano solo alla ricerca di una smodata visibilitàconloscopodi spartirsi qualche poltrona dall’opposizione. Non capisco come partiti che navigano fra il 3 e il 4 per cento, quandova bene,possano arrogarsi la capacità di individuare candidati 'giusti'. Sedavvero avessero questa capacità non avrebberorisultati elettorali così contenuti. Anche perché quando questi partiti, in coalizioneconnoinelle elezioniamministrative – comunali e provinciali - hanno avuto la possibilità di esprimere i candidati nonhannocerto ottenuto risultati stratosferici... Dunque,l’alleanzaconla Lega Nord ci sarà? La Lega è un alleato di governo e il ministro Calderoli ha già chiarito tutto, sottolineando come Monica Faenzi sia un’ottima candidata. L’alleanza in Toscana non corre rischi. LaLegapoi in Toscanapotrebbe cominciare a dire qualcosa contro il centrosinistra, anziché contro il Pdl. In questa regione è stato il Pdl a iniziare la battaglia contro la legge regionale sull'immigrazione e a promuovere il referendum. Resta un margine per l’accordo con l’Udc? Sel’Udc aderisce al nostro candidato non ci saranno problemi, tuttavianonmipare abbiano questa intenzione. Dicono chesiamo consociativi,madovrebbero spiegare ai toscani cosa voleva dire quella sibillina affermazione di Rossi che ha fatto loro l’offerta di un “rapporto istituzionale forte“; ragionamento che non può non tradursi con la concessione di qualche strapuntino di sottopotere. Dunque a chi giova la corsa solitaria dell'Udc se non al Pd e a Rossi stesso? Anche perché contro la candidatura diMonica Faenzinonpossono essere accampati altri argomenti, visto che l’Udc la sostiene come sindaco di Castiglione della Pescaia. In Toscana però c'è qualcunochesostiene cheper le regionali il Pdl non metterà nè entusiasmo, nè proverà a vincere. Avete intenzione di fare una corsa di maniera, oppure ci sarà il reale tentativo di battere la sinistra? La storia dei nostri successi elettorali in Toscana dimostra che quando si coniugano più scelte giuste le sorprese arrivano. Noi non governiamo solo Lucca, che ha sempre avuto tradizioni bianche. Negli anni scorsiabbiamovinto aGrosseto e Arezzo, oggi governiamo Prato e Viareggio, dove la sinistra aveva sempre ottenuto il successo. La verità è che primao poi tutti i muri crollano e le battaglie vanno affrontate con questo spirito. La prima candidata donna alla carica di presidente della Regione sarà unelemento di grande innovazione che potrebbe favorire il superamento di ideologie e tradizioni, che sono i motivi per i quali la sinistra in Toscana ha sempre vinto. Non dimentichiamoci poi che i toscani sono stanchi di un certomododi governare. La provocazione di Monicanelle sue prime interviste mi è sembrata giusta: loro governano da quarant’anni, che facciamo? Vogliamo provare a cambiare? Un’altra critica rivolta al Pdl èchenonabbia concreti programmi di governo. Non è vero. E alle regionali vogliamo cogliere fino in fondo l’opportunità della candidatura Faenzi, coniugando le sue qualità di amministratrice e di donna con le storiche battaglie del centrodestra. Battaglie che non mi paiono così peregrine se anche il sindaco Pd Matteo Renzi prima e Rossi ogni tanto cercanodi scimmiottarle.Larichiesta di sviluppo infrastrutturale, di liberare l’economia dalla concertazione e dalla statalizzazione, di diminuire il numero delle poltrone sono temi che il Pdl porta avanti da anni. Ora saranno affidati alla sensibilità e all’esperienza di una donna.QuantoaRossi ricorderemo ai toscani quello che già sannosulla sanità toscana: l'approccio di Rossi è stato ragionieristico, i contimagari tornano, male file aumentano. Per il Pdl in Toscana occorre più salute e meno sanità, più attenzione cioè ai problemi veri della gente emenocostosa ed inutile burocrazia, ad esempio le società della salute, un esperimento fallimentare. Le prime sortite di Monica sono un ottimo viatico per la campagna elettorale che con un candidato così non avrà certo il problema della mancanza di entusiasmo o della voglia di vincere. Anzi, proprio questa sceltapuò darciunadeterminazionemaggiore. Si è discusso molto della candidatura a presidente per il Pdl e ora c’è la stretta finale sulle liste. Il partito rischia spaccature? Nonne vedo i motivi. I dirigenti, gli eletti e tutti gli appartenenti al Pdl devono essere e sono concentrati sul progetto di alternativa alla sinistra più che sulle loro individualità. Siamo convinti che Monica potrà portarci a un grande risultato. Dunque,nonvedo problemi. Anche nelle scelte sulle liste dovremo mettere al centro i problemi che la sinistra non ha potuto né voluto risolvere e trovareun metododi coesione reale che guardi al futuro del Pdl in Toscana. Teme che la vicenda di Riccardo Migliori, a lungo ritenutoil candidato a presidente, possa portare problemi in campagna elettorale? Rispetto alle fantasiose ricostruzioni che ho letto nei giorni scorsi, credo che oggi, con il dispiegarsi di tutte le candidature allapresidenza delle regioni, sia sufficientemente chiaro chenonc’è stata nessunaesclusione o preclusione personale. Migliori ha caratteristiche diverse naturalmente, ma sarebbe stato un eccellente candidato. Adesso tutti insieme faremo una straordinaria campagnain favorediMonicaper raggiungere quel risultato che la Toscana cerca da decenni. Infine, da coordinatore come giudica il grado di integrazione fra gli ex An ed ex Fi? L’esperienza romana di parlamentaremiinsegna che le questioni sono affrontate in modo indistinto da esponenti che vengono da provenienze diverse. Anche in Regione ilcammino è ormai comune da molti anni,mentreneicomunitoscani, anche a causa della comune battaglia d’opposizione, spesso c’erano gruppi uniti ben prima che nascesse il Pdl. Per non parlare dell’elettorato: da anni ormai con una visione comune. Nelle ultime settimane sta succedendo poi una cosa nuova: stiamo completando il quadro delle nomine dei coordinatori comunali e quando chiedo l'area di provenienza del nominando coordinatore sempre più spesso mi sento rispondere direttamente “Pdl”. Segno del rinnovamento in corso della classe dirigente e del fatto che, come il titolo del convegnodi Arezzohasintetizzato, sta davvero nascendo una generazione Pdl.
