Massa Marittima - I residenti di Valpiana puntano i piedi. Il Cometa sta con i cittadini: “L’inceneritore ha già fatto troppi danni”. Dopo il vertice è scontro: “Nemmeno vogliamo parlare del progetto”.
#Tornano a farsi sentire i cittadini e i membri del comitato Cometa: “Troppi danni alla salute dei cittadini a causa dell’inceneritore: Valpiana non è pronta per nessun nuovo progetto”. Mercoledì sera ls era tenuto infatti l’incontro pubblico nella frazione di Massa Marittima per chiarire la questione del digestore anaerobico, un impianto che la degradazione di sostanze organiche da parte di microrganismi, in pratica un processo alternativo al compostaggio. Presenti l’amministrazione comunale, con gran parte della giunta e dei consiglieri, il presidente del Coseca Saimo Biliotti, ed un nutrito gruppo di valpianesi e massetani. E proprio nel corso dell’assemblea la popolazione ha riutato le proposte presentate dal consorzio. E il Cometa sottolinea con forza, a distanza di giorni dall’incontro, l’indisponibilità a trattare. Il sindaco di Massa Marittima, Lidia Bai aveva sottolineato come fossero state completamente fraintese le parole di Saimo Biliotti che avrebbe solo illustrato una possibile soluzione. “E’ stato diffuso un inutile ed ingiustificato panico sulla questione - ha commentato la Bai -. Vogliamo che i cittadini capiscano che non esiste un progetto di questo tipo. Se un giorno il Coseca dovesse presentarci un proprio piano per l’area del Magrone, allora verrà valutato attentamente nelle sedi di competenza e saranno interpellati i cittadini”. Durnate la riunione era stata poi presentata l’ipotesi progettuale riguardante il digestore anaerobico. Il presidente Biliotti aveva illustrato l’avvenuta compravendita da parte di Coseca dei terreni dell’ex inceneritore dal demanio e la volontà del gestore rifiuti di costruire nell’area in questione, adesso adibita a stoccaggio dei rifiuti solidi urbani, solamente per realizzare un impianto fotovoltaico. Ma i cittadini non ci stanno: uniti e decisi avevano rinunciato a conoscere i contenuti tecnici della proposta ribadendo l’assoluta incongruità del progetto con le politiche di sviluppo delineatesi in questi ultimi anni nella zona e continuano a battere questa strada. A sostegno delle loro tesi si sono schierati sia le forze di opposizione che più volte sono intervenute sull’argomento e i componenti del nuovo comitato Cometa Ambiente, creato da alcuni residenti per contrastare la costruzione di qualsiasi tipo di impianto. “Si è affermato - sostiene il portavoce di Cometa Ambiente - come il vecchio inceneritore che a Valpiana ha bruciato rifiuti per trent’anni, abbia causato ingenti danni alla salute della cittadinanza ad al progresso economico-produttivo del territorio e come solo dopo la sua chiusura, solo a distanza di alcuni anni, si sia iniziata ad intravedere un’apprezzabile ripresa. Non siamo disposti quindi a tollerare altri interventi dannosi per la popolazione residente”
