da IL GIORNALE DELLA TOSCANA
#FIRENZE «Delibere urgenti, stanziamenti milionari: da quando è in campagna elettorale, l’assessore alla salute Enrico Rossi sta cercando di mettere un cerotto sulla sanità toscana (vedi le liste d’attesa) che, al di là degli slogan, resta lontanissima da regioni come la Lombardia, che hanno saputo coniugare bilanci in regola e prestazioni efficienti ». Così, Monica Faenzi candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Toscana, che risponde alle affermazioni dell’assessore e candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione, sulla qualità della sanità toscanadopo le polemiche scoppiate sul caso delle liste d’attesa che nonostante i tanti provvedimenti non riescono ad accorciarsi. «Sono dunque imbarazzanti - sottolinea Faenzi - questi interventi così serrati, che giungono nei tempi supplementari della legislatura con l’intento evidente di supportare la campagna elettorale dell’assessore- candidato governatore. Ma non saranno gli spot dell’ultima ora a fare cambiare idea ai cittadini che attendono mesi e mesi anche per il più semplice intervento chirurgico». La candidata del centrodestra alla presidenza della Regione però entra anche nel merito della delibera che rischia di mettere in svantaggio soprattutto i toscani più deboli e meno abbienti: «Si tratta di una soluzione tardiva e demagogica - afferma Faenzi - un’ultima trovata che, tra l’altro, presenta non poche criticità. Problemi di logistica soprattutto, in particolare per le categorie più deboli. Penso agli anziani, e alle difficoltà che potrebbero incontrare qualora costretti a rivolgersi ad una struttura sanitaria lontana dalla loro residenza. E penso ai toscani non abbienti, costretti ad anticipare le spese per un intervento chirurgico in una struttura privata che poi sarebbero rimborsare solo per quota parte prevista dalla delibera». Il numero verde istituito dalla Regione infatti deve dare trovare l’appuntamento per l’intervento chirurgico entro novanta giorni in una delle strutture toscane e dunque (in teoria) anche a centinaia di chilometri di distanza. E per un grossetano arrivare a Carrara non è certo semplice. E chi, senza trovar posto in Toscana, si rivolgerà a una struttura fuori regione oltre a chilometri dovrà anche sostenere le spese, in attesa del rimborso. É su questi punti che infatti Faenzi affonda il colpo nei confronti di Rossi:«A meno che con questo provvedimento - spiega - la Regione non voglia deliberatamente imporre ai cittadini faticosi viaggi ed ingenti esborsi economici alla ricerca di una sala operatoria disponibile. La mobilità non è quindi la soluzione del problema - conclude Faenzi -: la soluzione sono più medici, più sale operatorie e con orari più lunghi. In sintesi più risorse», nonnecessariamente aggiuntive, ma ricavate da un utilizzo più virtuoso di quello attuale
