Faenzi: «Dal Pd solo attacchi personali»
#Il segretario regionale Manciulli punta il dito sull'incarico parlamentare della candidata La replica: «I democratici pensino di più ai problemi della Toscana, ignorati per decenni»
FIRENZE La sinistra torna ad attaccare Monica Faenzi. Ieri era stata l'assessore uscente Bramerini, stavolta è il segretario regionale dei democratici, Andrea Manciulli, a puntare il dito contro la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione. «Se uno si propone davvero di cambiarela Toscana, deve rimanere per battersi anche qualora fosse all'opposizione. Se Monica Faenzi vuole non solo fermarsi alle parole, visto cheil suo slogan elettorale è "Il coraggio di cambiare", allora sia conseguente e dica subito che intende impegnarsi per 5 anni in Toscana, altrimenti sarebbe meglio cambiare lo slogan con "Il coraggio di restare", di restare a lavorare per la Toscana qualora il centrodestra perdesse le elezioni regionali », ha detto ieri a Prato Manciulli, che è anche capolista del Pd alle prossime elezioni per Palazzo Panciatichi. Faenzi respinge al mittente le accuse. E lo fausando l'arma dell'ironia. «Complimentivivissimi ad Andrea Manciulli per l'originalità: non avendo di meglio da dire riprende parole pronunciate ieri (mercoledì ndr) nei miei confronti dall'assessore Bramerini -ha spiegato -. Ame suggerisce di cambiare il mio slogan in "Il coraggio di restare"? A lui si addice "Il coraggio di copiare". E un premio al segretario regionale delPdvaanche per la sincerità, giacché sulla stampa leggo una sua illuminante affermazione sul programma e sui possibili fraintendimenti con gli alleati: "Questa volta c'è scritto tutto", ha ammesso candidamente Manciulli. Quindi cinque anni fa avevano nascosto qualcosa, pur di conquistare il potere. Alla faccia degli interessi dei toscani». Una guerra ad personam (e non sul programma), quella combattuta dal Pd contro la candidata del centrodestra. Che ribatte colpo su colpo: «Al di là delle peripezie verbali di Manciulli, sono altri i problemi, quelli della Toscana. Problemi che il centrosinistra continua ad ignorare concentrando le sue attenzioni sulla mia persona, tra le cadute di stile dei sodali di Rossi e i silenzi imbarazzati di quest'ultimo. Questa campagna elettorale ha assunto i toni diunromanzo manzoniano i cui protagonisti sono interpretati dai vari esponenti del Pd: Manciulli e Bramerini nei panni dei "bravi" (di nome e non di fatto) chiamati a sporcarsi le mani per conto del perfido Don Rodrigo. Unaparte incommediainterpretata dal Partito democratico, mentre addosso almioavversario starebbero bene i panni del pavido Don Abbondio, incapace di decidere e sempre dalla parte del potere, talmente privo di coraggio da aver bisogno della tutela del partito e dei suoi sgherri». Insomma, mentre Manciulli ne fa un problemadi «coerenza» c'èunaToscanachechiedeuncambiamento vero. «Invece di preoccuparsi dei veri problemi della Toscana, che non sono riusciti a risolvere nonostante decenni di potere incontrastato, la priorità è quella di sapere se restoononresto,conl'arroganza di chi pensa già di aver vinto, la stessa arroganzaconcuihannogovernato e governeranno, qualora i toscani decideranno in tal senso - ha sottolineato Faenzi -. Suggerisco ai miei avversari di porsi la questione della mia permanenza in Regione solo dopo le elezioni, non dando per scontata la loro vittoria. E per concludere ricordo ai miei distratti avversari che io, da oltre dieci anni, opero nell'interesse dei toscani, primacomeassessore a Grosseto, quindi come sindaco di Castiglione della Pescaia, e da due anni comedeputata. Ricoprire unruolo diversodaquello regionalenonsignifica disinteressarsi della Toscana: questo lo si puòfareanchegovernandola. Quelche hafatto il centrosinistra negli ultimi dieci anni».
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