L’INCHIESTA ACCUSA: «GLI SPETTATORI USANO I NEGOZI COME BAGNI» «Lirica in piazza? No grazie» I commercianti criticano il sindaco Bai e protestano
di GIANFRANCO BENI La Nazione 27-8
UNA PREDICA vana quella del sindaco Lidia Bai che non ha trovato terreno fertile di fronte alla contestazione silenziosa messa in atto da diversi commercianti che hanno chiuso durante le quattro serate di Lirica in Piazza. Alla Bai che invoca collaborazione si oppongono quanti ritengono eccessiva la chiusura totale del centro storico. Saverio Guazzini del bar Le Logge: «La collaborazione dovrebbero metterla in pratica prima di tutto gli amministratori entrando in tutti i locali, parlando e ascoltando. Noi siamo rimasti aperti fino al primo atto dopodiché forti dell’esperienza dell’anno scorso abbiamo chiuso i battenti. Impossibile servire in dieci minuti oltre un centinaio di clienti che oltretutto vengono solo per usufruire dei servizi igienici con tutte le conseguenze del caso. Piuttosto gli organizzatori della Lirica si attrezzino installando bagni chimici». Scontento anche Armando Vanni dell’omonimo Bar di piazza Garibaldi. «C’è un’ordinanza che dice di non far rumore per non disturbare lo spettacolo. Solo durante gli intervalli avremmo potuto lavorare normalmente. Impossibile perché per far fronte a 10 minuti di lavoro bisognerebbe tenere impegnati per tutta la serata il personale al completo con un costo non indifferente che alla fine sarebbe di gran lunga superiore al guadagno. Piuttosto se vogliono che si garantisca il servizio ci vengano incontro con un contributo. Come cittadino vedo di buon occhio la Lirica, ma come commerciante no. Noi spendiamo 11mila euro all’anno di suolo pubblico, quasi mille euro per smontare e rimontare le strutture esterne, il Comune non può permettersi di farci perdere serate di lavoro nel mese di agosto». Grazia Mercantelli del negozio di abbigliamento Anteprima di via Goldoni. «Siamo stati aperti fino alle 22 facendo esclusivamente servizio di informazione ai turisti visto che non ci sono cartelli indicanti percorsi alternativi per aggirare piazza Garibaldi completamente chiusa. Durante la lirica non si realizza nulla se non forse un buon biglietto da visita per la città sperando che qualcuno torni a visitarla con più tempo». Gloria Dini del Bar Torrefazione di via Goldoni. «Ho chiuso alle 21,30 contemporaneamente con l’inizio della lirica perché è inutile rimanere aperti se bisogna fare silenzio assoluto anche se il mio locale è esterno rispetto alla chiusura. La gente nell’intervallo verrebbe solo per andare al bagno, bisogna che gli organizzatori si attrezzino diversamente. Non si può chiudere una città intera per quattro serate consecutive. Ma se dovesse capitare un’emergenza, come verrebbe affrontata?».#
