La partecipazione democratica dei cittadini all'attività delle istituzioni è una delle grandi finalità che si prefigge la società italiana di oggi.
Nel nostro comune l'art 10 dello statuto prevede che "l'ente realizza la propria autonomia assicurando l'effetiva partecipazione di tutti i cittadini all'attività politica e amministrativa, secondo i principi del'articolo 3 della Carta Costituzionale" e al comma 2 cita "riconoce che pesupposto della partcipazione è l'informazione sui programmi, sulle decisioni e sui provedimenti comunali, e cura a tal fine, l'istituzione di mezzi e strumenti idonei".
Tutto questo in piena armonia con la legge regionale sulla partecipazione, che al'art 1 statuisce che " la partecipazione alla elaborazione e alla formazione delle poltiche regionali e locali è un diritto".
In campagna elttorale Massa Democratica ha fatto baluardo della propria azione di governo due parole tanto altisonanti quanto minimamente attuate: Democrazia Partecipata. Infatti gli organi predisposti ad hoc Assemblee e Comitati di Frazione presentano notevoli lacune riguardo alla continuità operativa, competenza per materia, e poteri decisionali, che non sono tali da incoraggiare in concreto la partecipazione.
Oggi secondo l'attuale regolamento, i comitati di frazione sono organi consultivi facoltativi. Ma il processo di consultazione di fatto non funziona essendo costritto a un mero e puro scambio di pareri tra amministrazione e iscritti o segretari locali di partito: un'egemonia assoluta di potere.
Sarebbe opportuno per coinvolgere veramente i cittadini delle frazioni, cittadini di serie B , come dimostra l'attuale politica ,trasformare Assemblee e Comitati di frazione in organi consutivi obbligatori.
Una trasformazione che non sarebbe poi altro che un ripristino della situazione instaurata dal regolamento sui consigli di Frazione approvato nel 1992, precedente l'attuale. In tale regolamento la giunta municipale aveva l'obbligo di richiedere il parere su queste otto materie:schema di bilancio preventivo, piano regolatore, regolamento comunale, opere pubbliche, sviluppo socioeconomico,salvaguardia dei beni storico culturali e ambientali, manifestazioni pubbliche.
Perchè il partito Demcratico teme la Democrazia? La risposta più semplice è la paura del giudizio di realtà abbandonate a se stesse. Il PDL proporrà una modificazione del regolamento , sicuro che il parere di ogni singolo sia risorsa per la comunità. Sicuro di una proposta in grado di attuare una vera democrazia partecipata. Il PDL vuole proporre e cambiare nei limiti del proprio ruolo politico l'insufficienza amministrativa locale, ricordando al sindaco che una siffatta opposizione non ha nulla di strumentale, ma solo di profondamente DEMOCRATICO.
Cristian Verniani
Vice Coordinatore PDL

