“Gestiamo tutti insieme la nuova legge finanziaria triennale, per mettere a posto i conti dell’Italia”. Questo l’invito che il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha rivolto a tutte le forze politiche e sociali sulla manovra economica, contenente numerose misure volte a mettere in sicurezza i conti pubblici, tra le quali la tanto attesa diminuzione dei “costi della politica” di enti locali, Regioni e Stato.
Un appello raccolto dal capogruppo del PDL in consiglio comunale Giovanni Favilli che ha invitato il Comune di Massa Marittima a mettere in atto misure di contenimento della spesa corrente che, in base ai dati di bilancio, risulta essere aumentata di circa un milione di Euro nel corso degli ultimi 18 mesi.
Una raccomandazione, secondo il consigliere del PDL, sempre trascurata dall’amministrazione comunale, nonostante i numerosi pareri del Collegio dei Revisori dei Conti che, fin dall’anno 1996, invitavano l’ Ente a non limitarsi alla leva delle tariffe e di tributi per far quadrare i conti, predisponendo un severo controllo di gestione, monitorando e razionalizzando la spesa corrente, procedendo inoltre alla rilevazione della spesa mensile del personale dipendente, al fine di contenere il lavoro straordinario.
Negli stessi pareri, si raccomandava la costituzione di un Ufficio Patrimonio, costituito solo 12 anni più tardi, al quale attribuire le incombenze relative all’inventario dei beni mobili ed immobili e la gestione della situazione creditoria, evitando il prescriversi di creduti con responsabilità oggettive degli amministratori e dei funzionari per i danni eventualmente arrecati al Comune.
Parole sagge ma ancora una volta trascurate dal Comune: basta ricordare gli oltre 400 mila Euro di proventi del servizio acquedotto e fognatura, scoperti nel 2000 dall’ex consigliere Roberto Ovi e poi andati in prescrizione, ed i circa 130 mila euro di morosità pregresse di una locale società sportiva sulle quali Acquedotto del Fiora avrebbe ottenuto dal tribunale di Grosseto un Decreto Ingiuntivo per la riscossione del relativo importo.
Soldi che avrebbero fatto molto comodo e che, insieme al contenimento delle spese dei numerosi incarichi e consulenze, talora di dubbia utilità, conferiti a soggetti esterni, avrebbero consentito di sostenere investimenti a vantaggio dei cittadini invece di pagare ingenti spese legali, come i quasi 100 mila Euro spesi per i due legali che si sono occupati del caso Pizzarotti, ed il milione e 200 mila Euro del relativo lodo arbitrale, che saremo costretti a coprire attraverso la vendita di parte del patrimonio immobiliare dell’ente locale, gli 88.000 euro, per definire controversie concerenti i lavori di urbanizzazione dell'area Pip di Valpiana
Infine una proposta: date le difficoltà economiche del Comune e della Comunità Montana, sempre sottolineate dalla Bai e da Zago, perché non si procede alla revoca dell’incarico di addetto all’Ufficio di staff a supporto dell’azione di governo del Presidente della Comunità Montana “Colline Metallifere” Giancarlo Zago a Francesco Rapezzi, che non ci sembra poi così decisiva per ottenere una migliore gestione di quell’ente? Una decisione che, ne siamo certi, conclude Favilli, sarebbe assai apprezzata dai cittadini.
