giovedì 6 maggio 2010

Parole parole parole , parole parole parole, sono soltanto parole parole demagogiche.

CASO PIZZAROTTI
La Bai è tranquilla: «anche se le aste andranno deserte troveremo i soldi».

«Nessun pericolo di insolvenza». Per il sindaco Lidia Bai le opposizioni si limitano a «svolgere un ruolo strumentale generando un clima di allarme».
Il caso riguarda la scadenza del 30 giugno allorchè il Comune dovrà pagare la prima tranche, circa 600.000 (seicentomila) euro, dell’importo deciso dalla Corte d’Appello nella sentenza che l’ha definitivamente condannato per la vicenda legata alla costruzione del Carcere della Cammilletta.
Nelle intenzioni della maggioranza il recupero di una grossa parte delle somme da pagare, in totale quasi un milione e mezzo, sarebbe dovuto venire dalla vendita di proprietà comunali. Finora però qualsiasi tentativo è andato vano, con le varie aste risultate deserte. «Comunque non disperiamo - sostiene il sindaco - perché non è obbligatorio che le operazioni di vendita avvengano prima del del 30 giugno».
Ma nel caso in cui non si vendesse? «Ricorreremo a variazioni di bilancio spostando all’anno successivo uno dei progetti meno prioritari in modo da recuperare le cifre occorrenti per onorare la sentenza