lunedì 3 maggio 2010

Nuovo regolamento sulla municipale.. da rivedere..

Massa Marittima POLIZIA MUNICIPALE DURO COMMENTO DI OVI E CAPPELLONI Fa discutere il nuovo regolamento


#E’ PARTICOLARMENTE duro il commento degli ex consiglieri comunali Roberto Ovi ed Angelo Maria Capelloni sulla proposta di nuovo regolamento di polizia municipale predisposto dagli uffici comunali ed adottato dalla giunta che, a loro giudizio, «potrebbe essere illegittimo in relazione a tre articoli che inquadrano il personale in un settore amministrativo al punto da rendere inoltre necessaria la conseguente modifica del vigente regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, che inquadra la locale polizia municipale nel Settore Urbanistica del comune minerario».
«La vigente normativa quadro sulla polizia municipale — precisano — confermata da norme contrattuali, pareri ministeriali e da ampia e consolidata giurisprudenza, stabilisce che il personale di polizia municipale, indipendentemente dalla sua costituzione o meno in Corpo, risponde direttamente del proprio operato al Sindaco o all’assessore da egli delegato, proprio per garantire la sua necessaria indipendenza nell’esercizio delle proprie funzioni amministrative e, quando previste, di pubblica sicurezza. La magistratura amministrativa ed ordinaria, continuano Ovi e Cappelloni, ha già più volte stabilito, fin dall’inizio degli anni Duemila, che il Sindaco non possa delegare queste funzioni né ad un dirigente amministrativo né allo stesso Segretario Generale del Comune». La questione era già stata sollevata dai due ex consiglieri nel 2006.Un’interpretazione fatta propria in commissione dal capogruppo di «Massa Comune», Paolo Mazzocco e, pare, dal capogruppo del Pdl, Giovanni Favilli. «Resta inteso — concludono Ovi e Cappelloni — che in caso di mancata o poco approfondita valutazione delle suddette considerazioni da parte del Sindaco e del Segretario Generale del Comune ci rivolgeremo al Prefetto, al Difensore civico regionale ed, in ultima istanza, se necessario, alla Procura della Corte dei Conti».
Gianfranco Beni#