mercoledì 28 aprile 2010

"Il comune riserva a Prata solo promessa"

PANORAMA POLITICO
Massa Marittima “Il Comune riserva a Prata solo promesse non mantenute”

MASSA MARITTIMA - "Per Prata ancora nessuna promessa è stata mantenuta". Il Pdl del comune metallifero, torna nuovamente sulle questioni irrisolte della storica frazione di Massa Marittima. Oramai da troppo tempo giovani e anziani residenti a Prata lamentano un volto rovinato e abbandonato del loro paese. "In campagna elettorale - dichiara il centrodestra - l'attuale Amministrazione ha promesso il rifacimento di via Pio Fidanzi, della via di accesso al paese, 'la piantatina', opere sul marciapiede di via Toscana e sull'illuminazione del pese. Ancora non è stato fatto niente. E' giunta l'ora di intervenire con decisione in un piano di recupero immediato sulla situazione urbanistica di Prata. La frazione e i suoi cittadini non possono continuare a usufruire di strade che sembrano un residuato bellico". In questione ci sono soprattutto via Nuova e via Castellazzo. La prima ha un'importanza fondamentale nel paese in quanto è la strada che conduce all'ufficio postale e all'edificio delle scuole elementari. E' transitata quotidianamente, dalle persone che si recano alla posta e dai circa 25 bambini delle elementari. Via Castellazzo invece attraversa la parte bassa del paese e presenta un manto stradale completamente dissestato e sconnesso con numerose buche e gradini. ”L'asfalto in numerose strade è quasi scomparso - commentano i residenti - alcuni tombini delle fogne sono mobili e le buche continue e profonde le avvicinano sentieri di montagna. Una tale situazione, provoca fin troppi disagi". Qualche giorno fa l'Amministrazione comunale ha reso noti i prossimi interventi che interesseranno Massa e frazioni. 73mila euro saranno spesi per la ripavimentazione di via Pio Fidanzi, una strada al centro dei dibattiti. Oltre al manto stradale sarà effettuato anche un parziale rifacimento dei sottoservizi che versano in cattive condizioni ed il progetto sarà interamente finanziato dalla Comunità montana Colline Metallifere grazie al fondo per la montagna.