ANORAMA POLITICO
Massa Marittima QUERELLE IL CAPOGRUPPO RAVVISA ANALOGIE FRA LA COMUNITÀ MONTANA E LA SDS Favilli: «La laurea è un requisito di legge Anche Fedeli lo ha detto in Consiglio»
di GIANFRANCO BENI
«IL REQUISITO della laurea per i dirigenti pubblici è previsto per legge. Pertanto non è necessario che ci si erga a difensori di quanto già stabilito dalla legge». Questa la dichiarazione rilasciata in consiglio comunale dall’assessore alla sanità Luciano Fedeli, in replica ad un emendamento presentato dal capogruppo del Pdl Giovanni Favilli sullo Statuto della Società della Salute, in merito ai criteri di accesso alla dirigenza del consorzio. La questione, rimasta in silenzio, compare nel verbale di riunione della deliberazione consiliare del 2 marzo e, a giudizio dello stesso capogruppo del Pdl, «sembra confermare, quasi per paradosso, l’impianto accusatorio predisposto dalla magistratura contabile toscana nei confronti degli ultimi 3 presidenti della Comunità Montana, accusati di aver nominato e confermato alla dirigenza pubblica un funzionario del Comune di Roccastrada, responsabile della gestione associata risorse umane, risultato privo del diploma di laurea, richiedendo loro un risarcimento di circa 200mila euro». L’articolo 11 dello Statuto della Società della Salute prevede infatti, ricorda Favilli, «che la nomina a direttore del consorzio possa essere ottenuta da dirigenti del servizio sanitario nazionale o di uno dei Comuni associati, se in possesso di un’anzianità di servizio di almeno 5 anni nel ruolo dirigenziale».
Un contenuto che non lo aveva convinto considerato che a suo tempo aveva presentato un emendamento con il quale proponeva di aggiungere al contenuto dell’articolo «purchè in possesso del titolo di diploma di laurea», che poi è stato poi respinto a maggioranza dal consiglio comunale sulla base della dichiarazioni dell’assessore comunale nonchè presidente della Società della Salute Luciano Fedeli, così come gli altri emendamenti presentati dal Pdl e dalla Lista civica Massa Comune, anche in relazione al comodato gratuito dei beni assegnati dai soci al consorzio per realizzare le proprie finalità istituzionali.
«Le dichiarazioni di Fedeli sembrano perciò — conclude Favilli — aver involontariamente tirato la zappa sui piedi ad Alidiano Bargelli, Lidia Bai e Giancarlo Zago, che a maggio, secondo quanto appreso in più occasioni, dovrebbero essere giudicati dalla Camera di Consiglio della Corte dei Conti della Regione Toscana.
