CORRIERE DI MAREMMA
2010-04-02
AMBIENTE
Massa Marittima Segnalazioni a ripetizione dei residenti per porre fine allo scempio Discariche di vestiti e scarti edili.
Cumuli di rfiuti in via dell'Accesa e a Valpiana. Proteste dei cittadini MASSA MARITTIMA - Discariche a cielo aperto di vestiti e materiali edili. Nemmeno troppo nascosti lungo le strade ai piedi di Massa Marittima, si trovano cumuli di calcinacci, mattonelle, scarti di ferro, tubi, mattoni e anche capi di abbigliamento. A segnalarlo alcuni massetanì indignati dalla vista di tali ammassi di sporcizia a deturpare il verde ambiente circostante. Il materiale edile si trova prevalentemente in via dell'Accesa, equamente suddiviso in due differenti spiazzi. Quasi un anno fa la stessa situazione si era verificata nella via che dalla Leccetina conduce a Fenice Capanne dove alcuni possidenti di terreni avevano dichiarato di aver notato movimenti sospetti la notte. 'Abbiamo visto spesso camioncini e motocarri depositare tutto il loro carico con il favore del buio e poi andarsene E' una grande scorrettezza nei confronti degli onesti imprenditori edili e soprattutto un grave scempio per la natura e il paesaggio". l'amministrazione, dopo mesi di indagini e polemiche, provvide a ripulire le zone ma il problema sembra che non sia stato risolto: si è solo spostato. Ai cumuli di materiale edile si aggiungono adesso anche mucchi di vestiti abbandonati lungo le strade che costeggiano la città del Balestro. Un primo ammasso è situato sulla strada statale Sarzanese Valdera, fra la zona industriale e il bivio che immette nella frazione di Valpiana; un altro cumulo è visibile lungo la variante che da Siena conduce a Follonica e che passa proprio sotto Massa Marittima. I vestiti sono divario genere e misura, alcuni più nuovi altri più vecchi e deteriorati. Alcuni cittadini hanno semplicemente dedotto che siano opera di incivili, altri invece hanno ipotizzato che tutti quei capi provengano dai raccoglitori della Caritas situati in città. Probabilmente qualcuno ha portato via l'intero “malloppo” per poi scegliere con calma, in luoghi non affollati, cosa tenere e cosa scartare. Tutto resta comunque da valutare: sia chi possa essere l'artefice, sia a chi spetti il compito di ripulire. Chiara Calcagno
