La Toscana incorona Rossi La Faenzi si difende bene, ma in Marema non riesce a sfondare
La Toscana sceglie la continuità ed elegge Enrico Rossi alla presidenza della Regione. Netta l'affermazione dell'assessore alla Sanità uscente che incassa quasi il 60%, mentre la principale avversaria Monica Faenzi migliora il risultato ottenuto 5 anni fa da Antichi e ottiene un soddisfacente 34,6%. Francesco Bosi (Udc) supera lo sbarramento con un discreto 4,6%. Per la Faenzi una piccola delusione arriva proprio dalla sua Maremma che tradisce le aspettative assegnando al sindaco di Castiglione della Pescaia percentuali non in linea con le aspettative. Ottimi i risultati ottenuti dall'Italia dei Valori (che sfiora il 10%) e dalla Lega Nord Toscana che consolida la presenza anche ben al di sotto della linea del Po. A Palazzo Panciatichi siederanno 4 consiglieri maremmani: Monica Faenzi, Alessandro Antichi e Andrea Agresti (Pdl) e Annarita Bramerini (Pd) in predicato di entrare in giunta come assessore. In questo caso, il suo posto sarà preso da Lucia Matergi, attuale vicesindaco di Grosseto.GROSSETO - Vince Enrico Rossi; Monica Faenzi si difende bene (più a livello regionale che in Maremma, a dire il vero); avanza impetuosamente l'Italia dei valori; la Lega Nord conferma non solo di aver varcato la fatidica linea del Po, ma soprattutto di aver piantato accampamenti solidi in Toscana e nel Grossetano; senza infamie e senza particolari lodi l'Udc, il cui risultato confina i casiniani in una posizione piuttosto marginale. La sintesi estrema delle Regionali 2010 è questa: non ci sono sorprese, pur se l'approfondimento numerico consente qualche riflessione a caldo in più.
L'astensione Il primo dato è impressionante (e preoccupante) nella sua chiarezza: in Maremma 4 cittadini su 10 hanno scelto di rimanersene a casa, rispecchiando in pieno le scelte effettuate in ogni parte d'Italia. Mai si era registrato un fenomeno così ampio di astensione dal voto. Al di là di ogni possibile analisi sociologica (che pure non mancherà quando la bocce si saranno definitivamente fermate), la certezza è che il distacco tra la gente e il Palazzo aumenta vertiginosamente. Questa politica (e, molto probabilmente, anche i suoi rappresentanti) piace sempre meno. Si può dissertare con argomenti differenti e tutti ugualmente validi su ciò che provoca questa disaffezione: comunque la si rigiri, la frittata non muta il suo sapore. La "ggente" non ne vuol più sapere della politica politicante: i problemi quotidiani sono ben altri e almeno dalla lettura dei dati relativi all'ultima tornata elettorale - la fiducia che l'attuale classe dirigente possa risolverli è minima. Prima di cantare vittoria o di commentare i dati elettorali attaccandosi alle virgole e alle semantiche dialettiche, la classe dirigente tutta (di qualunque partito) si interroghi su questa inequivocabile testimonianza di allontanamento, se non di bocciatura totale.
D'accordo, il competitor Enrico Rossi secondo previsioni si insedia alla guida della Regione con maggioranza ampia (assai vicina al 60%: un dato che lo pone sostanzialmente alla pari con il veneto Zaia che stravince la sfida del Nord Est, mentre il lucano Di Filippo si stacca nettamente andano a timbrare un irraggiungibile 64%), ma Monica Faenzi si batte con le unghie e con i denti. Tenuto conto che il suo nome è venuto fuori quando alla scadenza ufficiale dei termini mancavano pochi giorni e che dunque non si è trattato di una candidatura "costruita" nel tempo, il risultato globale va inquadrato nell'ottica della positività. Sfiorato il 35% rispetto al poco meno del 33% raccolto da Antichi 5 anni fa, con la non secondaria considerazione che stavolta l'Udc ha fatto corsa a sé. Un po' meno esaltanti sono i dati relativi alla Maremma, dove probabilmente ci si aspettava in casa Pdl qualcosa di più e di meglio. Il candidato maremmano, insomma, avrebbe dovuto "tirare" qualcosa di più. Il confronto a distanza con l'altro maremmano Alessandro Antichi (pur nella diversità delle situazioni e in considerazione dell'abnorme differenza di votanti) riserva qualche delusione alla Faenzi. Nel 2005, lo scarto con Martini fu nell'intero Grossetano assai meno marcato rispetto a
quello che si è registrato con il voto di domenica e lunedì scorsi. E questo e un dato che deve essere attentamente valutato dal centrodestra locale che, pur potendo vantare un radicamento tutt'altro che flebile sull'elettorato, non riesce a tradurre in moneta sonante (cioè in voti) tale presenza. E' vero, Antichi 5 anni fa era sindaco in carico a Grosseto e dunque partiva da un base un po' più ampia rispetto a Castiglione della Pescaia, ma è evidente che aver scelto pe rla secondo volta consecutiva un esponente del centrodestra maremmano avrebbe, almeno nelle intenzioni, dovuto produrre percentuali più consistenti e, in generale, uno scarto rispetto a Rossi meno ampio.
Lega Nord e ldV Sono i veri vincitori, anche qui in Maremma, della tornata elettorale. La formazione di Di Pietro raccoglie percentuali assai vicine alla doppia cifra, mentre i bossiani di Toscana si confermano e talvolta migliorano anche le già buone perfomance ottenute un anno fa. Il lavoro ai fianchi della Lega Nord continua dunque a produrre frutti significativi, mentre il radicalismo dei dipietristi sembra non aver ancora esaurito la capacità di attrarre consensi anche in una terra dove da tempo la politica urlata non trova più particolari attenzioni.
Partito democratico. Tutto sommato, le cose sono andate bene. Il temuto (alla vigilia) effetto - Monica non si manifesta in modo lampante. O almeno viene controbilanciato dall'effetto - Annarita (Bramerini), l'assessore uscente del Pd che trascina ad un franco successo le truppe rossiane, forse anche al di là delle speranze sussurrate dai maggiori esponenti, tra i quali serpeggiava (al di là dell'ottimismo di facciata) un certo qual timore che risultati non in linea con gli obiettivi potessero in qualche modo avere un'influenza negativa sul turno amministrativo in programma fra un anno. E con la Bramerini assai probabilmente nuovamente nella squadra del governo regionale, le prospettive adesso appaiono decisamente più rosee.
