Il 3 Marzo si e' svolto il Consiglio Comunale di Massa Marittima, tra gli argomenti all' ordine del giorno lo statuto della societa' della salutr, ecco il mio intervento:
PROPOSTE EMENDAMENTI A STATUTO E CONVENZIONE SOCIETA’ DELLA SALUTE “COLLINE METALLIFERE”.
Partendo dalla premessa di sempre più scarse risorse per la tutela pubblica della salute dei cittadini e nel falso presupposto di una ottimizzazione delle stesse ,abbiamo assistito, dagli inizi degli anni 90 in poi, a riforme e controriforme (tra l’altro spesso non portate a termine per dare inizio a nuove) da parte della Regione Toscana.
In sintesi
:
- Nei comuni delle Colline Metallifere era presente fino al 1995 l’ USL N.27 che erogava prestazioni socio sanitarie di prevenzione cura e riabilitazione, garantendo servizi integrati tra territorio,ospedale e strutture sociali. Per ottimizzare la spesa si sono aggregate a livello provinciale le 4 USL grossetane, creando in ogni provincia delle grosse unita’ che si sono dimostrate presto fallimentari. Sarebbe bastato che la Regione Toscana avesse gestito,come era stato preventivamente previsto, le gare d’appalto, gli acquisti i concorsi e la gestione del personale di tutte le UUSSLL della regione, ed avremmo avuto gli auspicati risparmi che ancora attendiamo.
- Il fallimento delle unita’ provinciali ha portato la Regione a sprecare ulteriormente le risorse pubbliche stabilendo la divisione tra ospedali e territorio in modo da determinare una duplicazione di figure dirigenziali e creazione di nuove strutture, tra le quali i dipartimenti ospedalieri che essenzialmente hanno prodotto l’ aumento delle indennità dei vari primari grossetani e la depressione delle carriere dei medici locali. Ma gli sprechi continuano. Per ottimizzare la spesa la Regione ha pensato bene di creare altri carrozzoni : gli ESTAV ( il nostro comprende Siena Arezzo Grosseto) per la gestione consortile dell’attività tecnico - amministrativa degli ospedali e le Società della Salute, che guarda caso coincidono con i territori delle vecchie USL toscane ante 1995, per ritornare alla gestione integrata dei servizi territoriali socio assistenziali.
-In sostanza una controriforma che ci riporta alla stessa situazione di 15 anni fa, con meno servizi (drastica riduzione posti letto area medica, chiusura punto nascita, riduzione attivita’ consultori materno infantili ecc…) ma con tre apparati burocratici anziche’ uno solo e precisamente:
-Un DG dell’ASL 9 Grosseto con relativo Ufficio di Direzione ed apparato burocratico;
-Un Presidente dell’ESTAV SUD con relativo Direttore e apparato burocratico;
-Un Presidente della Società della Salute con relativo Direttore, ufficio di direzione e apparato burocratico
In sostanza la moltiplicazione delle spese e delle poltrone, che assorbe inutilmente i gia’ scarsi finanziamenti riducendo le risorse per l’utenza.
Tutto cio’ porta, a nostro avviso ad una prima importante considerazione politica, ovvero che lo statuto e la convenzione della societa’ della salute non dovrebbero essere nemmeno portati all’ approvazione del consiglio. In quanto la stessa societa’ non ha ragione di esistere perche’ gli stessi servizi potrebbero essere erogati direttamente dall’ ASL cosi’ come succedeva negli anni passati.
Preso atto di questa situazione riteniamo comunque di dover richiedere le seguenti modifiche per alcuni argomenti che, a nostro avviso potrebbero comportare pesanti responsabilità contabili verso l’ amministrazione e precisamente:
STATUTO:
l’articolo 11 comma 1 lettera a), specifica che può essere conferito incarico di Direttore della società della salute anche ad un dirigente dipendente del servizio sanitario regionale o del comune con un’anzianità di servizio di almeno cinque anni maturata nel ruolo dirigenziale.
Si richiede di inserire alla lettera a), dopo la parola dirigenziale, la frase “purchè in possesso del titolo di diploma di laurea”, sia per l’intervenuto Decreto Brunetta (Decreto Legislativo 150.09), oltre a numerosi Pareri del Ministero della Funzione Pubblica che ha disposto l’obbligatorietà del diploma di laurea. Tale previsione andrà inserita anche nel regolamento di organizzazione degli uffici e servizi della SdS.
CONVENZIONE:
Premesso:
che alcuni immobili dell’ ASL sono tenuti in stato di abbandono (Castello di Monteregio, ex dispensario, ex obitorio vecchio ospedale ristrutturato) con contemporaneo pagamento negli anni trascorsi di affitti a privati per l’ occupazione di immobili ad uso socio sanitario ristrutturati a spese dell’ ASL (comunita’ alloggio di psichiatria presso rifugio S. Anna) e conseguente sperpero di denaro pubblico, in quanto la stessa destinazione avrebbe potuto essere realizzata negli immobili di proprieta’.
Considerato:
•che l’articolo 5 stabilisce che i Comuni e l’Azienda ASL mettano a disposizione del Consorzio i beni immobili e gli altri beni funzionali allo svolgimento delle attività della SdS con concessione di comodato.
•Che detti beni potrebbero costituire fonti di reddito per l’ azienda ASL e per il Comune
Chiediamo di chiarire se il predetto comodato sia a titolo gratuito od oneroso.
A giudicare dalle vigenti disposizioni, sembrerebbe di poter ipotizzare un comodato gratuito. Ma una recente Ordinanza del TAR del Piemonte, che ha rinviato alla Corte Costituzionale un articolo della Legge Galli che concede in comodato gratuito al gestore i mezzi (condotte, depuratori…) per erogare il servizio idrico integrato, potrebbe rimettere tutto in discussione.
Il Capogruppo del
Gruppo consiliare del
Popolo delle Liberta’
Giovanni Favilli
