sabato 6 febbraio 2010

PERCHE' IL LIBERO MERCATO NON APPARTIENE ALLA SINISTRA....

ECONOMIA
Intesa sulla riduzione dell'orario minimo, ma i Commercianti non mollano Aperture domenicali, manca ancora l'accordo

MASSA MARITTIMA - Sì alle sei ore minime richieste dai commercianti e polemiche invece sulle aperture domenicali. Questo in sintesi quanto emerso dall'incontro organizzato in sala consiliare grazie all'iniziativa di Assessorato attività produttive, Suap associato Colline metallifere, Servizio attività economiche del Comune di Massa Marittima.
Durante l'assemblea, alla quale hanno preso parte le associazioni di categoria,.i rappresentanti dei sindacati e dei lavoratori e l'amministrazione comunale con il sindaco Lidia Bai e l'assessore alle attività produttive Isabella Bolognini, si è discusso della recente ordinanza sul commercio che stabilizza orari e turni di chiusura per gli esercizi pubblici.

Il tutto alla luce del” Codice del commercio regionale, , che ha -innovato profondamente la disciplina degli orari degli esercizi commerciali in sede fissa, soprattutto per ciò che riguarda le aperture domenicali e festive. ll Legislatore, con l'emanazione del Codice del commercio ha ritenuto infatti di eliminare la tradizionale distinzione tra comuni turistici e non e ha stabilito la regola generale della chiusura degli esercizi nei giorni domenicali e festivi. I commercianti di Massa Marittima hanno richiesto quindi di ridurre l'orario minimo da otto a sei ore lavorative e la proposta ha trovato 1'approvazione generale .di tutti i partecipanti alla riunione Il dibattito si è acceso invece sulla più ampia liberalizzazione g delle aperture domenicali. Essendo la città del Balestro un comune a prevalente economia turistica, l'Amministrazione aveva voluto osservare un alto grado di flessibilità dato anche momento di crisi economica generale come quello. attuale. L'Ascom - così dicono dall'associazione - dopo una consultazione con la dirigenza e i commercianti associati di Massa Marittima ribadisce la necessità di lasciare agli imprenditori la facoltà di regolarsi al meglio per gli specifici andamenti di mercato. In momenti come questo, di crisi al consumo e delle aziende, non si dovrebbero porre freni alla libera iniziativa commerciale" Polemiche e proteste sollevate anche dai commercianti stessi che, secondo quanto riferito, non sono stati direttamente coinvolti nelle scelte. L'Amministrazione comunale ha seguito infatti le norme che le impongono di convocare al tavolo di concertazione le associazioni di categoria. Ma non essendo obbligatoria l'iscrizione ad un'associazione, molti commercianti non sono stati informati preventivamente sull'ordinanza. Secondo quanto dichiarato dai diretti interessati, sarebbe stato opportuno un incontro dell'amministrazione con tutti i commercianti per sondare le reali esigenze» prima dell'organizzazione di un tavolo di concertazione; Se numerose argomentazioni sono state accolte e accettate, su alcuni punti, l'accordo fra le parti in causa sembra ancora molto, distante. Necessaria quindi una nuova riunione che dovrà redimere la complessa questione delle aperture domenicali e non solo.
Chiara Calcagno