giovedì 11 febbraio 2010

Massa Marittima Vincono i negozianti Orario ridotto Lite sulle aperture.

Massa Marittima Vincono i negozianti Orario ridotto Lite sulle aperture

di GIANFRANCO BENI

ALLA FINE l’hanno spuntata loro, i commercianti, che hanno visto ridotto da 8 a 6 ore l’orario minimo di apertura giornaliero dei propri esercizi. Inalterate invece il numero delle giornate di apertura domenicale e festive rimaste per il momento ancorate a 48, in attesa della convocazione del tavolo di concertazione convocato per una verifica da effettuare a giugno che dovrà decidere sulla opportunità di liberalizzare l’intero quadro dando a tutti la facoltà di aprire senza limitazioni di sorta.
Un traguardo, seppur parziale, che i commercianti di Massa hanno conseguito al termine di un’affollata e a tratti infuocata assemblea pubblica indetta dal Comune con la partecipazione delle organizzazioni di categoria delle imprese del commercio, dei lavoratori dipendenti e delle associazioni dei consumatori a seguito delle innumerevoli proteste sollevate dalla recente entrata in vigore della nuova Ordinanza sul Commercio.
Subito in apertura il sindaco Lidia Bai e l’assessore alle attività produttive Isabella Bolognini (nella foto)hanno tenuto a precisare come il Comune avesse scelto la strada dell’istituto della concertazione per stabilire la possibilità di derogare all’obbligo di chiusura domenicale e festiva previsto dalla legge regionale sul commercio, dichiarandosi soddisfatte per come era andata la trattativa sulla flessibilità delle aperture domenicali e festive che aveva portato a chiudere solamente quattro domeniche sulle cinquantadue annuali.

SODDISFAZIONE che però non ha trovato terreno fertile nella gran massa dei presenti unanimi e compatti nel condannare una scelta presa all’insaputa della maggior parte di loro finendo per rivilegiare l’attività dell’unico supermercato in funzione nel centro cittadino.
Sulla graticola, non poteva essere diversamente, anche i rappresentanti delle organizzazioni di categoria e dei lavoratori dipendenti più volte in disaccordo fra di sé.
Mentre infatti l’Ascom provinciale dava il proprio assenso all’apertura in tutte le 52 domeniche comprese le festività del 25 aprile e del 1° maggio alla pari, doveroso dirlo, del Comune, le organizzazioni sindacali della Uil e della Cisl si schieravano decisamente sulla sponda opposta generando così un forte disorientamento anche fra gli stessi commercianti.
Alla fine dunque almeno sulla riduzione di orario c’è stata unanime convergenza. Per il resto la patata bollente finisce sul nuovo tavolo di concertazione per un argomento che sta a cuore di tutti gli operatori commerciali.
La loro massiccia presenza all’assemblea ne è la dimostrazione più eloquente. #