giovedì 19 novembre 2009

Massa Marittima 0211/09
Durissimo attacco del capogruppo del PDL Giovanni Favilli nei confronti del Sindaco di Massa Marittima Lidia Bai sulle mancate nomine negli enti partecipati dal Comune, con particolare riferimento all’A.S.P. “Istituto Falusi” ed all’Amatur, recentemente censurato anche dal Difensore Civico Regionale Giorgio Morales, che ha in pratica diffidato il primo cittadino del comune minerario a provvedere senza ulteriori indugi, pena la nomina di un commissario “ad acta” e la trasmissione degli atti alla Procura della Corte dei Conti, per l’accertamento di eventuali responsabilità amministrative.
La vicenda, puntualizza Favilli, evidenzia ancora una volta, dopo il caso del balzello di 40 euro introdotto dall’Autorità d’Ambito “Ombrone” con lo scomodo voto favorevole del nostro Comune, la superficialità con la quale i nostri organi politici seguono la propria attività amministrativa, non tenendo in adeguato conto le specifiche disposizioni di legge che regolano la materia, chiaramente esplicitate in consiglio comunale dal sottoscritto e dai colleghi della Lista Civica “Massa Comune”.
Nonostante le nostre motivate rimostranze, continua il capogruppo del PDL, il Sindaco, la Giunta e la maggioranza di centro sinistra, assistiti dal discutibile silenzio degli organi amministrativi di controllo, hanno preferito fare “orecchi da mercante”, dimostrando arroganza e scarso senso delle istituzioni, forse per prendere tempo in attesa dei risultati del congresso del Partito Democratico.
Qualora questa ricostruzione rispondesse al vero, continua Favilli, come sembrerebbe possibile da alcune affermazioni rese alla stampa, sarebbe un fatto gravissimo, visto che la maggioranza si servirebbe delle nomine negli enti derivati come camera di compensazione dei propri equilibri interni, in possibile violazione dei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione.
Una vicenda, conclude con amara ironia il capogruppo del PDL, che sembra far impallidire il presunto poltronismo di alcuni partiti della prima repubblica, ponendo nuovamente all’attenzione della pubblica opinione la questione morale che da tempo attanaglia il Partito Democratico.

Il Direttivo del Popolo della liberta'