Massa Marittima 31/08/09
Comunicato stampa
Al di la’delle lacrime di coccodrillo dei sindaci e dei partiti interessati, la vicenda del balzello del Fiora sta assumendo connotati grotteschi.
Una classe politica che a fronte di un debito esigibile, che, secondo la stampa, ammonta a 40 milioni di euro, altro non sa che improvvisare esose gabelle, l’ ultima delle quali, a detta del sindaco Bonifazi, potrebbe essere ravvisata in un aumento generalizzato delle tariffe.
Al Comune Cittadino tale soluzione appare assolutamente impraticabile, un po’ come se il salumiere, che vanta un credito verso alcuni clienti, decidesse di rinunciare spontaneamente a tale credito per aumentare indiscriminatamente i prezzi dei propri prodotti. Questo il buon senso popolare, ma, parlando da un punto di vista industriale, ci chiediamo perche’ il credito non sia stato affidato ad un’ agenzia specializzata nel recupero crediti e perche’ non siano stati messi in atto tutti i provvedimenti necessari a ridurre il primo costo industriale, ovvero l’ ottimizzazione degli organici, (ottimizzazione non significa licenziamento), la riduzione degli sprechi ( e’ vero o non e’ vero che l’ acquedotto lascia gran parte della propria portata a causa delle perdite provocate da tubazioni fatiscenti?), la modernizzazione degli impianti, l’ affidamento dei costi di gestione a ditta specializzata nel settore.
Per quale ragione l’ acquedotto del Fiora non viene definitivamente privatizzato, licenziando la parte politica e conservando un pubblico diritto tipo “golden share” per preservare l'interesse della collettività?
Perche’ a Massa Marittima, previo probabile trattamento, non viene ancora utilizzata l’ acqua delle gallerie di scolo delle miniere come acqua industriale, riducendo cosi’ i consumi del Fiora?
Domande retoriche la cui risposta e’ ben nota al Comune Cittadino che di giorno in giorno vede aumentare gli sprechi e diminuire la propria capacita’ d’ acquisto.
Il Capogruppo del
Gruppo consiliare del
Popolo delle Liberta’
Giovanni Favilli
